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Bocconi Jazz Business Unit
CD Jazz & Movies Vol. II CD Jazz & Movies Come acquistare

 

Il disco “Jazz & Movies” è stato registrati dalla BJBU nell'aula P02 del Pensionato dell'Università Bocconi ed è edito dalla prestigiosa casa discografica di jazz Soul Note con l'etichetta “Dischi della quercia – Italian Jazz Series”.

Nel disco hanno partecipato come ospiti d'eccezione Carlo Bagnoli al sax baritono, Franco Cerri alla chitarra e Franco Ambrosetti alla tromba.

 

BJBU - CD "Jazz & Movies"

 

Il progetto discografico propone in chiave jazz alcune delle più celebri colonne sonore di film e telefilm degli anni '60-'70:

Mannix Lalo Schifrin (1967)
Theme from James Bond Monty Norman (1962)
Bullit & Mission Impossible Lalo Schifrin (1967-1968)
Batman Neal Hefti (1966)
Spider-Man Bob Harris, Paul F. Webster (1967)
Charlie's Angels Jack Elliot, Allyn Fergusson (1976)
The Avengers Laurie Johnson (1965)
Back Burner Tom Scott (1992)
Star Trek & Bird Like Alexander Courage (1966)
Freddie Hubbard (1961)

BJBU - CD "Jazz & Movies"

 

Le Note di Copertina di BJBU

Cominciamo dal nome della Band. BJBU, Bocconi Jazz Business Unit, un “divertissement” da “professori”, forse un po' frustrati (desperated professors!) o, più semplicemente, un po' annoiati, che decidono di divertirsi in modo liberatorio con tutto ciò che li accomuna, la passione per il Jazz, la passione per il cinema, per i telefilm degli anni ‘60 e ‘70, per quell'estetica un po' “pulp” cheè diventata la nuova cifra stilistica del cinema e della musica da 10 anni a questa parte: Tarantino docet.

Ecco le ragioni di JAZZ & MOVIES, il progetto discografico che abbandona l'inevitabilità del “fare sempre i professori”, portata avanti dalla band nei concerti dedicati alla “storia del jazz” o al “jazz come metafora del management”, per abbracciare finalmente l'esclusiva dimensione ludica, seppur con qualche tentazione intellettuale.

Eh sì, perché noi non riusciamo a divertirci a pieno se non nel compiacerci con qualche forma di intellettualismo, seppur “lieve” e non esplicito.

D'altronde cosa ci si può aspettare da una band formata da due professori, due manager e due brillanti laureati che hanno deciso di “cestinare” la laurea per far fruttare il diploma di strumento?! La formazione è un classico sestetto jazz, con il professore di strategia aziendale alla tromba, il manager della grande società di consulenza al sax alto e il professore di contabilità, pardon, di accounting (decisamente più cool!), al sax tenore a formare la front line; il brillante laureato “bocconiano atipico” (non aspira a nessuna posizione di prestigio in campo finanziario) al pianoforte, il meditativo letterato e filosofo al contrabbasso e l'ingegnere napoletano responsabile tecnico della multinazionale alla batteria a dar corpo ad un'insolita più che solida ritmica.

L'idea di JAZZ & MOVIE è emersa durante un'animata discussione tra i componenti della band che ha registrato lo scontro generazionale tra il più giovane e il più anziano, dove il primo si rivelava acceso sostenitore della tradizione (suoniamo gli standard!) e il secondo fautore della “contaminazione” (alleniamoci con gli standard ma suoniamo qualcos'altro!). Il tempo intercorso tra l'idea originaria e la prima prova del repertorio Jazz & Movies è stato un trimestre (non poteva che essere così: il tipico periodo “finanziario”): un trimestre caratterizzato da brain storming conviviali, week end passati al pianoforte e notti insonni al computer per la stesura degli arrangiamenti. Risultati: l'80% del progetto realizzato, il 20% dell'attività professionale perso e il 100% dei matrimoni a rischio. Fortunatamente, l'entusiasmo che ha suscitato il repertorio nei componenti della band e i primi riscontri positivi hanno definitivamente conciliato le divergenze e i malumori coniugali . Ecco, l'entusiasmo di cui parliamo è lo stesso che ha caratterizzato i due giorni passati in sala d'incisione, pardon, in “aula d'incisione”, perché il disco è stato registrato proprio lì, nell'Aula P02 della Bocconi, la sede storica delle prove della BJBU e di molti concerti istituzionali. Il riverbero naturale dell'aula nonché il costante MI grave emesso dall''impianto di climatizzazione (lo potete anche sentire bene in un paio di brani del disco) ci ha convinti.

 

Bocconi Jazz Business Unit

 

 

Le Note di Copertina di Vittorio Franchini

Senza clamori, due anni or sono, si è costituita l'Associazione Musica in Bocconi con l'intento di promuovere la cultura e la pratica musicale tra gli studenti, i docenti, i laureati dell'Università e, insieme, è nata la Bocconi Jazz Business Unit, ovvero un sestetto jazz nel quale militano docenti, studenti, manager, anche musicisti professionisti bocconiani o, comunque, coinvolti nel progetto.

La notizia è passata quasi inosservata mentre avrebbe dovuto avere grande rilievo.

Forse è nel carattere stesso della Bocconi, proporre, organizzare, realizzare sempre nei limiti di una sorta di orgogliosa modestia, ma la costituzione dell'Associazione, e quanto poi ne è seguito con concerti, ed ora anche con un disco dedicato a “ Jazz and Movies”, assume in questa Italia che assai poco si occupa di cultura musicale, un significato di grande rilevanza.

La musica nelle Università, americane, giapponesi, francesi, tedesche, è cosa quasi abituale, come sembra ovvio, in quei fortunati paesi, che la musica sia materia di studio nelle anche nelle scuole inferiori, ma in Italia, paese del bel canto, benché se ne parli spesso come di un provvedimento necessario, a nessuno interessa poi mandare in porto l'iniziativa.

Così ciò che sta facendo la Bocconi assume un significato di straordinaria pregnanza. Sono molti i professionisti che fanno musica da dilettanti: i medici, per esempio,sembrano essere una categoria privilegiata, ma nessuno di loro è inquadrato in una associazione che si ponga traguardi, che porti avanti un discorso concreto volto alla divulgazione. L'iniziativa della Bocconi appare, quindi, ancora più interessante, gravida di possibili conseguenze positive. Potrebbe accadere che altre università seguano il progetto Bocconiano, potrebbe innescarsi un giro virtuoso di collaborazioni fra orchestre di vario genere pronte a collaborare fra loro e a far fruttare l'iniziativa creando un movimento che, questo è l'augurio, possa coinvolgere i nostri governanti e, quindi, promuovere ovunque la musica.

Questa strana musa, a volte condannata, a volte esaltata, capace sempre di affascinare, per lo spirito razionalistico-cartesiano che ha dominato la cultura del Seicento è stata situata all'ultimo posto di una immaginaria classifica delle arti, la poesia al primo, e indicata come arte immorale dato che, pur solleticando piacevolmente l'udito, non poteva coinvolgere la ragione. Addirittura il Manzoni scriveva: “ Avvezzi gli italiani a marcir nei teatri coll''opera in musica hanno ritrovato uno stucchevole trastullo per l'orecchio che, a poco a poco, li ha resi incapaci di esercitare quelle facoltà intellettuali per sentire, gustare, giudicare, intendere alcuna vera tragedia”.

Oggi la pensiamo diversamente ma quell'antico retaggio, in qualche modo sopravvive e pone grossi handicap: moltissime le scuole private, spesso inadeguate, pochi Conservatori, i cui programmi in molti casi sanno di stantio, nessuna cura per l'istruzione pubblica.

Ecco perchéquesta idea bocconiana appare come una pietra miliare, un inizio all'incontrario, dall'alto, che può portare verso il basso: dall'Università alle elementari.

Ascoltiamo il disco, davvero pregevole, se si pensa che i musicisti, salvo alcune eccezioni - Franco Cerri, Franco Ambrosetti, Carlo Bagnoli - sono dei docenti: Marco Mariani, tromba, insegna Strategie e politiche aziendali, Nicola Pecchiari, sax e clarinetto, è docente di Contabilità e Bilancio, Sergio De Masi, batteria, ingegnere, dirigente di azienda e via così.

Un augurio, dunque a questa associazione e alla sua orchestra con la speranza che diventi un esempio e che la musica possa, un giorno o l'altro, entrare, non di soppiatto, anche nelle scuole italiane.

 

Vittorio Franchini

 

 

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